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La Regione Marche finanzia i cacciatori ma dimentica la biodiversita’

La Regione Marche finanzia la “valorizzazione della cultura e delle tradizioni faunistico venatorie” ma dimentica la conservazione della biodiversità e l’educazione ambientale. La Deliberazione della Giunta Regionale n. 898_17 e il conseguente bando, concedono 20.000 euro all’anno alle…

La Regione Marche finanzia la “valorizzazione della cultura e delle tradizioni faunistico venatorie” ma dimentica la conservazione della biodiversità e l’educazione ambientale. La Deliberazione della Giunta Regionale n. 898_17 e il conseguente bando, concedono 20.000 euro all’anno alle associazioni venatorie per iniziative legate alla cultura e tradizioni dei cacciatori. Il WWF non può che far notare, di contro, che da tre anni la Regione Marche ha fortemente ridotto e a volte completamente cancellato i finanziamenti, previsti anche da Leggi della stessa Regione, rivolti alla conservazione dalla natura e all’educazione ambientale. Parliamo dell’azzeramento dei finanziamenti per i CEA (Centri di Educazione Ambientale), degli investimenti nelle aree protette che ad oggi devono ancora ricevere il contributo ordinario per il 2107, della gestione precaria del recupero e cura della fauna selvatica dimostrata dall’assenza dei CRAS provinciali (Centri di Recupero Animali Selvatici), previsti dall’art. 21 della L.R. 15/11 ma mai attivati, ad eccezione di quello presente nella Provincia di Pesaro e Urbino. A questo si aggiunge anche il POR-Programma Operativo Regionale, dove, pur disponendo di 570 milioni di euro, nella casella “Natura” ha lasciato un bello “ZERO”.
Ma quello che più ci sorprende sono le motivazioni alla base di questa Delibera. Nel Documento istruttorio si legge che: “…una campagna dei “no” ha dipinto [ndr. il cacciatore] come distruttore della natura, quando invece è risaputo che sia la sentinella del territorio e il valorizzatore dell’habitat e dell’ecosistema.”
Il WWF ha invece molti motivi, derivati da fatti concreti, per sostenere e confermare i suoi NO. Basta seguire gli articoli di stampa dedicati agli incidenti di caccia; ai resoconti della vigilanza sia istituzionale che volontaria, anche delle nostre Guardie Giurate, per uso di mezzi vietati e rispetto delle distanze dalle abitazioni e abbattimento di specie protette.
Il WWF si augura che la Regione Marche ritrovi il giusto equilibrio tra le esigenze delle associazioni venatorie e di quelle ambientaliste. Quest’ultime vere promotrici della conservazione della natura e dell’educazione ambientale attraverso la diffusione di una cultura sostenibile in grado di formare cittadini consapevoli dell’importanza di rispettare e valorizzare l’ambiente in cui vivono.

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